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Come vivere meglio questa vita: un altruismo efficace nel contesto della longevità

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di Alex Zhavoronkov

Se trascendiamo la quotidianità e osserviamo a volo d’uccello la vita, è semplice: nasciamo, cresciamo, ci riproduciamo, ci prendiamo cura dei nostri figli mentre gradualmente invecchiamo, e poi moriamo di una malattia lunga o breve, più o meno terribile. I milioni di anni di evoluzione ci hanno plasmato per accettare questo paradigma e l’incapacità di cambiare tale stato di cose ci ha reso appagati della situazione.

L’arbitraria separazione tra classi, gruppi etnici, razze e nazioni distoglie l’attenzione dalla sfida più importante e irrisolta – l’invecchiamento. Indipendentemente da quanti soldi hai, non puoi vivere sostanzialmente più a lungo o meglio. L’invecchiamento non discrimina e la morte viene a tutti noi. La vita non fornisce un percorso per il miglioramento continuo. L’invecchiamento è un equalizzatore universale.

In questo breve articolo vorrei raggiungere tre obiettivi:

  1. Introdurre la nozione di altruismo efficace
  2. Spiegare il concetto di QALY [Quality-Adjusted-Life-Years] – massimizzazione della qualità per anno di vita
  3. Proporre l’idea che concentrarsi sulla biotecnologia della longevità è il modo più efficace per massimizzare il QALY

Altruismo efficace

Un altruismo efficace, un concetto sintetizzato nel libro di William MacAskill “Doing Good Better”, è l’idea che fare del bene e donare denaro a cause meritevoli sia solo l’inizio. L’autore suggerisce di usare ricerca e ragione per assicurarci che il nostro aiuto raggiunga il maggior numero di persone e abbia il maggiore impatto sulla loro vita.

Una delle chiavi per un altruismo efficace, quindi, è lavorare sui giusti problemi , secondo MacAskill che scrive: “La causa su cui hai scelto di lavorare è un fattore importante per quanto bene puoi fare. Se scegli una causa in cui non è possibile aiutare moltissime persone o dove semplicemente non ci sono buoni modi per risolvere i problemi rilevanti, allora limiterai significativamente la quantità di impatto che puoi avere.”

Come esempio, MacAskill cita un saggio del Dr. Toby Ord che mostra quanto sia efficace una donazione di $ 1.000 per vari interventi – come la chirurgia, le terapie mediche e l’istruzione – per aiutare le persone con HIV e AIDS. Si potrebbe conseguire l’impatto più grande, però, investendo in programmi educativi per gruppi ad alto rischio. Quanto è grande la differenza? Un programma educativo indirizzato al pubblico giusto, dice l’autore, avrebbe circa 1.400 volte un impatto più grande della chirurgia.

Ora, per capire perché gli sforzi per estendere la longevità umana possono essere solo l’esempio più intelligente di un altruismo efficace, avremo bisogno di capire di più sulla misurazione e sulla massimizzazione della qualità della vita – e forse persino di giocare a un videogioco.

Massimizzare il QALY estendendo la longevità umana

Immagina per un secondo che tu sia un personaggio e che la vita sia un videogioco. Come faresti a sapere se stai vincendo? Come ho discusso nel mio precedente articolo , ci sono diversi modi in cui è possibile mantenere il punteggio nel nostro videogioco chiamato vita. Potresti, ad esempio, usare la tua ricchezza per mantenere il punteggio. Puoi anche confrontare la tua reputazione o lo stato con gli altri giocatori. Tuttavia, queste metriche non ti diranno il vero punteggio in qaunto tralasciano troppe cose. La tua ricchezza indica davvero se sei bravo nel gioco o solo fortunato? Può dirti se ti stai addirittura godendo il gioco? Questo punteggio direbbe qualcosa su come hai migliorato il gioco stesso o se hai migliorato il gioco per i tuoi compagni di gioco?

Un modo migliore per verificare il punteggio in vita è una metrica chiamata QALY, o anno di vita corretto per qualità della stessa. QALY può servire come punteggio universale perché QALY misura sia quanto a lungo vivi e quanto bene vivi. QALY rappresenta un anno di vita vissuta in uno stato di salute ottimale. Può anche essere diviso. Ad esempio, due anni vissuti al 50% dello stato ottimale ottimale possono essere considerati come un solo QALY.

QALY può anche essere condiviso e distribuito. Per ogni anno in cui rimaniamo in buona salute, i nostri atti e i nostri contributi – qualsiasi cosa, dalla nascita alla riscossione delle tasse per lavorare sui progressi scientifici – potrebbero elevare il QALY di altre persone in tutto il mondo. Chiamiamo ciò QALY globale di ottimizzazione.

L’approccio tradizionale all’altruismo consiste nel donare la ricchezza accumulata in beneficenza e cause meritevoli. Tuttavia, un modo molto più efficace per massimizzare il QALY globale è rimanere in buona salute, vivere più a lungo, dirigere la tua ricchezza in modo intelligente e continuare a contribuire al mondo in tutti gli altri modi in cui il denaro non può contare. Quindi, questo significa che il modo migliore – in effetti, l’unico modo – per generare un altruismo efficace e massimizzare il QALY globale è concentrarsi sull’invecchiamento e sulla ricerca sulla longevità.

La ricerca e commercializzazione della longevità come lo sforzo più altruistico

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale per assistere la ricerca sui trattamenti per vite più lunghe e più sane è un punto di partenza efficace per gli sforzi volti a massimizzare il QALY.

Ci sono molti esperti di intelligenza artificiale che temono che l’intelligenza artificiale generale, o AGI, sarà una minaccia per la vita umana. Si preoccupano di come l’AGI, definita anche AI senziente, sostituisca gli esseri umani e persino discutono di “caricamento della mente”, o il trasferimento della memoria umana e delle capacità nei computer, come un percorso verso la longevità , anche se non vi è alcuna prova del concetto che dimostri la fattibilità di uno qualsiasi di questi approcci (Wallach et al., 2010; Deca and Koene, 2014). Questo argomento attira l’attenzione del pubblico perché non richiede competenze tecniche sostanziali e fa appello all’istinto di sopravvivenza primordiale umano. Tuttavia, rendere AGI un partner potrebbe aiutare la nostra ricerca di una vita migliore e più lunga. Come potremmo farlo? La mossa più efficace che possiamo fare a questo punto è creare un insieme di valori per l’AGI incentrato sulla massimizzazione del QALY umano a livello globale.

Insegneremmo alle AGI che massimizzare la longevità globale e la salute umana è la forma ultima di altruismo . Questa formula molto semplice – in ogni momento perseguire la strategia ottimale per generare il numero massimo di QALY per tutti gli abitanti del pianeta – può funzionare per ogni individuo, organizzazione e governo indipendentemente dalle abilità, professione, ricchezza o tipo di governo. […]

E’ logico che le azioni che massimizzano il numero di QALY per tutti sul pianeta produrranno il maggior numero di punti. L’industria biotecnologica della longevità – la convergenza della ricerca sull’invecchiamento, l’industria biofarmaceutica, la medicina rigenerativa e l’intelligenza artificiale – è probabilmente l’area più ricca di QALY.

Per quelli di voi che sono interessati a trovare il modo più efficace per massimizzare il QALY su scala globale, diventare parte del crescente movimento per aiutare le persone a vivere una vita più lunga e più sana è un’opzione evidente. Impegnarsi personalmente nella ricerca per la longevità, comprendere i concetti chiave e distribuire le risorse in progetti di longevità e invecchiamento che massimizzano il QALY globale può essere lo sforzo più altruistico che si possa intraprendere. La biotecnologia della longevità sta rapidamente emergendo come un’industria con nuove fonti di finanziamento, modelli di business credibili e primi successi. Ci sono nuovi modi per misurare il tasso di invecchiamento e i nuovi strumenti per comprendere i meccanismi alla base dei numerosi processi debilitanti emergeranno presto quando saranno disponibili più dati sperimentali. È Internet e il telefono cellulare di oggi. E a differenza di molti altri settori della tecnologia, non invecchierà mai.

( versione integrale e originale dell’articolo su Forbes.com )

Chi è il Transumanista? Nient’altro che il dadoforo della libertà

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Prometeo ruba il fuoco (1817) di Heinrich Friedrich Fuger

Mi trovo spesso a pensare, da divulgatore e scrittore, come poter esprimere sinteticamente certi concetti, nozioni, idee per poterli comunicare nel modo più chiaro ed efficace possibile al pubblico. Nell’attuale società dell’attenzione scarsa e dell’informazione flash saper condensare in poche parole pensieri complessi è diventata ormai un’abilità fondamentale se non si vuole correre un elevato rischio di essere completamente ignorati. Tanto più questa capacità sintetica è necessaria se uno vuole promuovere un particolare valore ed ideale a cui tiene come nel mio caso di pensatore e attivista transumanista.

Il Transumanesimo, movimento culturale assai controverso nell’opinione pubblica seppur molte sue idee stanno diventando progressivamente mainstream, viene generalmente definito come un orientamento intellettuale-scientifico-filosofico che si propone di migliorare, mediante scienza e tecnica, la condizione umana:

Il Transumanesimo è movimento culturale che sostiene l’uso delle scoperte scientifiche e tecnologiche per aumentare le capacità fisiche e cognitive e migliorare quegli aspetti della condizione umana che sono considerati indesiderabili, come la malattia e l’invecchiamento, in vista anche di una possibile trasformazione postumana.

dalla voce di Wikpedia

Secondo questa definizione popolare e diffusa, più o meno ripresa da numerosi articolisti e diversi saggisti, per il Transumanista è necessario e desiderabile, attraverso scoperte scientifiche e strumenti tecnologici, superare le attuali restrizioni/limitazioni della natura umana. Ma tale definizione, con un’ evidente focus sulla sfera scientifico-tecnologica e sul processo autotrasformativo, coglie davvero il nucleo etico e la ragione morale del Transumanesimo?

Forse abbiamo bisogno di una definizione più adeguata ponendo l’accento non tanto su scienza e tecnica – nella prospettiva transumanista considerati dei meri mezzi, seppur determinanti e imprescindibili, per il miglioramento e perfezionamento umano – quanto invece sull’elemento assiologico e sulla finalità umanitaria che caratterizza la proposta transumanista.

Sebbene la definizione classica di Transumanesimo è corretta, giacché spezzare i vincoli naturali indesiderabili, mediante impiego della tecnoscienza, è certamente parte costitutiva della missione transumanista, tuttavia molti si chiederebbero, e infatti si chiedono, perchè dovremmo farlo, cioè perchè aspirare a rivoluzionare la condizione umana fino a proporre di superare certi confini naturali, quali scarsità, biologia, mortalità, etc., che per motivazioni morali, religiose, o irrazionali la maggioranza delle persone ancora oggi ritiene inevitabili, insormontabili, intoccabili? E’ questa, secondo me, la domanda giusta che dovremmo porci ogniqualvolta cerchiamo di definire – comprendere – spiegare cos’è il Transumanesimo.

Ho avuto il piacere di contribuire a un Manifesto Transumanista in cui il concetto chiave è quello di Evoluzione Autodiretta. Ora non starò a spiegare tale concetto dato che c’è un intero documento, disponibile alla lettura, a cui quindi rimando. Voglio però dire che il merito di tale manifesto è esprimere in sintesi l’essenza ideale nonché il nucleo etico a fondamento del Transumanesimo, descrivendone esattamente il processo e la finalità che lo muove: appunto quella dell’autodirezione evolutiva che indica in modo inequivocabile quanto la corrente transumanista abbia a cuore la libertà umana.

In una mia intervista per SoloTablet.it ho tentato di esporre in poche parole l’ispirazione filosofica e l’ideale umanitario dell’approccio transumanista:

Oggi questo spirito rinascimentale e illuminista, per cui l’Uomo smette di demandare a Dio o alla Natura il suo destino ma sceglie di partecipare attivamente al miglioramento spirituale e materiale di sé e del mondo, rivive in qualche modo nella corrente culturale-filosofica del Transumanesimo in cui il principio di autodeterminazione è così centrale e prioritario da diventarne la pietra angolare di un’ intera filosofia neo- e tecno- umanista che si propone di affrancare l’Uomo, attraverso scienza e tecnica eticamente orientate, dai vincoli di ordine sociale e naturale che impediscono il dispiegarsi delle potenzialità umane come singolo e come specie.

Nel progetto transumanista l’Uomo è posto al centro del discorso tecnologico con il compito di autodeterminare se stesso anzitutto scegliendo se continuare ad affidarsi alla lotteria naturale –  con tutto ciò che da essa deriva come vecchiaia, sofferenza, scarsità, mortalità, etc. –  oppure trascendere spiritualmente e materialmente la propria ristretta condizione istintuale-biologico-naturale. Siamo qui davanti alla massima espressione ideale dell’autodeterminazione umana, quella di un’evoluzione teleologicamente orientata, per l’appunto dalla filosofia transumanista sintetizzata nel concetto cardine di Evoluzione Autodiretta.

Quando diciamo che la missione transumanista è volta a trascendere i vincoli istintuali-biologico-naturali, ad affermare il principio di autodeterminazione in ogni ambito umano, e quindi a realizzare l’Evoluzione Autodiretta per ogni essere autocosciente, orbene tutto ciò significa che nell’ideale transumanista deve essere sempre l’Individuo raziocinante e consapevole a determinare il proprio destino evolutivo scegliendo di volta in volta se affidarsi al meccanismo naturale o al miglioramento artificiale: è tutta qui la portata morale e proposta scandalosa del Transumanesimo.

Ergo il Transumanesimo si qualifica come anelito alla libertà, come un libertarismo veramente coerente, un pensiero e azione che non si limita a voler realizzare la libertà nell’ordine sociale e civile ma vuole espandere tale libertà anche, e persino, contro l’ordine naturale. L’Uomo visto come fine, e non come mero oggetto, implica che niente può e deve costituire ostacolo all’autodeterminazione umana pertanto è un imperativo etico anche contrastare e sconfiggere tutte quelle forze ostili naturali che limitano la nostra libertà di vivere ed agire nel mondo  – ovviamente fintanto che tale libertà non sia dannosa per altri essere autocoscienti.

Si può perciò dire che il Transumanesimo non fa altro che estendere, a 360 gradi, il principio di autodeterminazione:

L’autodeterminazione rappresenta un valore etico fondamentale del Transumanesimo, il quale – sotto questo profilo – può essere interpretato come una vera e propria dichiarazione di indipendenza dell’individuo contro la tirannia del processo evolutivo naturale.

da un passo del Manifesto Transumanista.

Ecco quindi che nel disegno transumanista ogni individuo dotato di ragione deve avere la possibilità di autodeterminare se stesso affinché possa scegliere in libertà, indipendentemente e volontariamente, cosa fare della propria esistenza in ambito sociale e naturale. Questa aspirazione libertaria, che in quanto tensione etica è intrinsecamente contra naturam, è stata d’altronde espressa molto tempo fa anche da un grande pensatore libertario come Errico Malatesta per cui l’Uomo è tanto più libero quanto più riesce a piegare ed assoggettare le avversità esterne che lo circondano:

Il concetto della libertà per tutti è concetto umano; è conquista, è vittoria, forse la più importante di tutte, dell’umanità contro la natura.

(Cit. in Un’idea esagerata di libertà, Giampietro N. Berti, Milano, Elèuthera, 1994, p.144)

Se il Transumanesimo dunque è quel movimento umanitario che tiene universalmente viva la fiamma della libertà, da esso intesa come Evoluzione Autodiretta, ne consegue che ogni transumanista non è nient’altro che un dadoforo (dal greco δᾳόρος “portatore di fiaccola”) di tale Libertà per sé e per gli altri. 

 

Non abbiamo bisogno di cambiamenti politici, ma di una rivoluzione etica

morpheus

Inauguro con questo post la rubrica “Pillola Rossa”: alcuni miei brevi pensieri e riflessioni scritti di getto, stimolati da fatti di attualità, per orientarsi nell’epoca della Tecnica.

Chi ancora ingenuamente crede che votare questo o quello, sì o no, faccia davvero la differenza a livello sociale non coglie che ormai la politica è diventata una forza marginale nel mondo.

Oggi la politica, e in verità già da molto tempo, non è più un agire etico ma un mero agire basato sul consenso e quindi destinato a produrre solamente ulteriori guai o a non risolvere affatto i problemi sociali.

È la Tecnica vera forza motrice della storia oggi, nel bene e nel male, e lo diventerà in misura maggiore nel futuro. Tutte le forze politico, economiche, religiose, etc. infatti non possono prescindere da essa, ne dipendono ormai in modo indissolubile, anche quando credono di avere ancora le redini del proprio potere.

Il filosofo Emanuele Severino lo ha, da questo punto di vista, espresso molto bene nelle sue riflessioni sulla Tecnica come scritto anche in questo articolo:

Le forze della tradizione credono di guidare il gioco, ma in realtà ne sono già ai margini. Per prevalere l’una sull’altra, devono potenziare il mezzo tecnico di cui si servono. Ma così facendo, dimenticano il loro scopo originario — accrescere il profitto per il capitalismo, fare la volontà di Allah per l’Islam. Diventano cioè qualcosa di diverso: detto nella terminologia più squisitamente severiniana, «sono destinate al tramonto». Una «destinazione» il cui senso autentico sfugge alla cultura contemporanea, umanistica quanto scientifica. Non alla filosofia.

Quello di cui abbiamo bisogno è allora una rivoluzione etica in grado di guidare il cambiamento tecnologico per raggiungere la prosperitá universale. Solo un’etica, fondata razionalmente e rigorosamente su principi condivisibili, può guidarci nell’epoca del cambiamento tecnologico e di conseguenza fare anche della politica non più un “agire cieco” ma diretto a uno scopo davvero umanitario. Il compito del filosofo, oggi, è quindi elaborare questa nuova etica per un’umanità capace di auto-determinarsi.

Può sembrare strano ma il futuro dell’umanità dipende proprio da questa disciplina del pensiero, considerata da molti del tutto “inutile”, che è la filosofia.

Noi siamo dunque – e come potremmo dimenticarlo? –, nel nostro filosofare, funzionari dell’umanità. La nostra responsabilità personale per il nostro vero essere di filosofi, nella nostra vocazione interiore personale, include anche la responsabilità per il vero essere dell’umanità, che è tale soltanto in quanto orientato verso un telos, e che se può essere realizzato, lo può soltanto attraverso la filosofia.

E. Husserl – La crisi delle scienze quale espressione della crisi radicale di vita dell’umanità europea, 1935