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Smetti di immaginare l’Apocalisse, inizia ad immaginare la Rivoluzione! (riflessione sulla minaccia pandemica e sui cambiamenti climatici)

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credits: anonimo

Sta girando online da tempo un meme che recita così: “Stop imaging the Apocalypse, start imaging the Revolution!”. E trovo che sia un bellissima esortazione che mi sento di condividere affinché si affronti in modo costruttivo ed intelligente l’emergenza corrente causata dalla pandemia. Ogni crisi sistemica dovrebbe essere presa come occasione per riflettere, meditare e immaginare un cambiamento per noi stessi e per gli altri. E’ con tale spirito che mi accingo a scrivere tale articolo che vuole riassumere il mio punto di vista sulla difficile situazione in corso.

Si dice che la pandemia in corso sia un “cigno nero” quindi un evento anomalo ed estremo totalmente inaspettato: eppure proprio l’autore del libro “The Black Swan: The Impact of the Highly Improbable” (2007) ci dice che in realtà ci troviamo davanti a un “cigno bianco” quindi si tratterebbe di un fenomeno previsto ed inevitabile, il risultato della struttura del mondo moderno; e le sue conseguenze sarebbero aggravate a causa della globalizzazione economica.

La crisi pandemica rivela quanto fragile, frammentata e scarsamente resiliente sia la società moderna. I cambiamenti globali e strutturali stanno plasmando il mondo e, se non agiamo ora, altre tendenze in aumento scateneranno divisioni e disastri più grandi nella società. Non importa se sei un sostenitore della crisi climatica o un negazionista, il fatto è che dal 1975 la temperatura media della Terra è aumentata di 1 grado Celsius (0,5 gradi dal 2000, sulla base di uno studio della NASA ) e la previsione della tendenza è che latemperatura media continuerà a salire. All’inizio di febbraio 2020, in Antartide è stata misurata una temperatura record di 18,5 ° C (o 65,3 F) . Con l’aumento delle temperature della Terra e dei nostri oceani, i ghiacciai di tutto il mondo si stanno rapidamente restringendo. Questo può potenzialmente rilasciare microbi e virus che sono stati intrappolati e conservati per decine o centinaia di migliaia di anni.

Per quanto la Cina abbia enormi responsabilità nell’aver mancato di prevenire tale minaccia esistenziale contro l’umanità dobbiamo tenere a mente che nel prossimo futuro, come prevedono gli scienziati, ci troveremo a fronteggiare in modo ricorrente e ciclico una serie di minacce pandemiche che caratterizzeranno la nostra epoca, insieme alle già note problematiche quali ondate di calore estremo, incendi colossali, acidificazione degli oceani, perdita di aree costiere e della biodiversità, carestie alimentari diffuse e tutti quegli effetti collaterali derivanti dai cambiamenti climatici.

Nel prossimo futuro ci troveremo a fronteggiare in modo ricorrente e ciclico una serie di minacce pandemiche che caratterizzeranno la nostra epoca

Infatti, come dicono esperti, scienziati e le Nazioni Unite, il pericolo di pandemie globali è legato a doppio filo ai cambianti climatici: deforestazione, allevamenti intensivi, urbanizzazione caotica sono tra i fattori che stanno accrescendo la circolazione di agenti patogeni e i pericoli di malattie infettive.

Siamo adesso troppo attenti all’ emergenza contingente e meno agli effetti collaterali a lungo termine che sono poi quelli che contano e pagheremo in termini sistemici e globali provocando molte più vittime umane ed animali nonché disastri naturali ed umani su larga scala.

Ma tutto ciò non deve farci ammalare di catastrofismo o pessimismo cosmico bensì ci deve spronare a promuovere una rivoluzione progettuale, assumendo un approccio progressista ed ecomodernista, che rappresenti un terzo polo alternativo sia ai cantori ecodecrescisti o sovranisti-nazionalisti, i quali ci vorrebbero in una perenne stagnazione economica e vorrebbero imporci un modello di “società chiusa” in se stessa, sia ai propugnatori del liberismo deregolamentato che non vogliono altro che una forma spietata di selezione sociale dei più ricchi contro i più poveri e deboli.

Si rende quindi necessario un ampliamento della nostra prospettiva e insieme ad essa un approccio progressista ed ecomodernista che rappresenti un terzo polo alternativo sia ai cantori ecodecrescisti o sovranisti-nazionalisti sia ai propugnatori del liberismo deregolamentato

E’ quanto mai allora prioritario impegnarsi su un’agenda verde e radicale di ECO-sviluppo e di un pacchetto globale che tenga conto di misure molteplici prendendo in considerazione sia la mitigazione che l’adattamento ai cambiamenti climatici, nonché distinguendo tra misure a breve e lungo periodo, tra le quali potrei citare:

– Introdurre, drasticamente e rigorosamente, il principio “chi inquina, paga” con una tassazione progressiva delle attività inquinanti per riparare i danni alla salute umana e all’ambiente, e per costringere persone ed aziende a riconsiderare le loro operazioni, catalizzando la domanda e il passaggio a pratiche commerciali e produttive “circolari” e sostenibili (es. agevolando il “lavoro da remoto” invece di far spostare inutilmente persone…), fissando le esternalità negative dell’inquinamento di carbonio e metano. Oltre a disincentivare le emissioni di carbonio e altre sostanze inquinanti, tale tassazione genera anche entrate che i governi possono distribuire ai contribuenti o usarle per finanziare programmi di energia pulita o aiutare coloro che potrebbero perdere il lavoro nella transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

– Favorire la mobilità elettrica condivisa e quella basata sull’idrogeno, efficientamento energetico degli edifici e delle strutture industriali, inclusione dell’energia atomica nel mix di energie ecosostenibili investendo anche nei reattori nucleari modulari come opzione più sicura e più pulita. Negli ultimi anni si è verificata una sostanziale innovazione nel settore nucleare e i nuovi design dei reattori di quarta generazione offrono potenziali soluzioni ai problemi storici dell’energia nucleare. In effetti, dovremmo ricercare tutte le potenziali soluzioni sul tavolo: tecnologia di cattura e stoccaggio del carbonio, geoingegneria, energia solare orbitale dallo Spazio, etc. – non importa quanto possano sembrare bizzarre – perché quando si tratta di affrontare la crisi climatica, più opzioni sono meglio di poche.

– Per capire origine e diffusione della gran parte di epidemie e pandemie i concetti-chiave che stiamo imparando a conoscere sono “zoonosi” e “spillover”: ciò dovrebbe portare a una maggior consapevolezza ecologica e su quanto sia importante vietare il commercio di animali selvatici, salvaguardare ecosistemi naturali e modificare la nostra dieta su base prevalentemente vegetale. Supportare gli OGM e i prodotti a base vegetale sarà determinante sia per coltivare in modo veramente ecosostenibile sia per compensare il fabbisogno alimentare della popolazione crescente di molti paesi in via di sviluppo, sostenendo anche l’agricoltura idroponica e le fattorie verticali che dimostrino un drastico vantaggio in termini di efficienza, sicurezza e consumo ridotto di suolo.

– Porre un focus speciale sulle città: entro il 2050, la Terra avrà quasi 3 miliardi di persone in più rispetto a noi oggi, e tutta questa crescita della popolazione avverrà nelle città. Se pensavi che la congestione, la qualità dell’aria e il traffico fossero pessimi oggi, non hai ancora visto nulla. I dati ufficiali ci dicono che entro il 2030, ci saranno 43 metropoli con più di 10 milioni di persone, ed entro il 2050, due terzi di noi vivranno in aree urbane. Le metropoli possono giocare un ruolo chiave nell’eco-sviluppo e nella prosperità umana, ecco perché c’è bisogno di un massiccio piano comune sovranazionale per affrontare in modo sistemico e congiunto la gestione e la vivibilità delle aree urbane a beneficio della salute ambientale globale e reinventando il concetto di “smart city”, non in ottica di mero “tecno-soluzionismo” ma guardando ad essa come mega-sistema complesso, ponendo i sistemi ecologici e il design centrato sull’uomo come i principali motori della forma di città.

– Infine, ultimo ma non secondario è dare priorità assoluta all’espansione civile nello spazio: la più grande avventura e opportunità di eco-sviluppo ci aspetta sopra le nostra testa e non dobbiamo fare altro che coglierla. Il sistema solare può fornire una piattaforma materiale praticamente infinita per miliardi e miliardi di persone. Uno studio ha calcolato che il valore di molti asteroidi è misurato in quintilioni di dollari. Trasferire intanto buona parte della produzione, industria e approvvigionamento energetico (solare orbitale dallo spazio, internet satellitare, estrazione materiali da asteroidi, e tutto ciò che gira intorno alla cd. “space-economy”, etc.) significa, come immaginava Isaac Asimov, rendere il nostro pianeta il giardino verso cui l’uomo deve essere saggio demiurgo e guardiano responsabile. Il miglior modo oggi per essere “ecologisti lungimiranti” è supportare allora l’espansione civile nello spazio come azione di lungo periodo efficace e ineludibile per la salvaguardia della biosfera terrestre e l’accelerazione della prosperità umana stessa.

Il miglior modo oggi per essere “ecologisti lungimiranti” è supportare l’espansione civile nello spazio

Sono solo alcuni spunti di riflessione, consapevole che servono ulteriori risposte, scritti sull’onda di un’emergenza sanitaria, ecologica, globale e sistemica. Dobbiamo attrezzarci e prepararci ad un mondo in accelerazione sia di cambiamenti positivi che di quelli negativi, prendendo consapevolezza che noi esseri umani siamo ormai la forza evolutiva piú potente della Terra, nell’epoca eloquentemente chiamata dagli scienziati “antropocene“. E tale consapevolezza può servire per promuovere maggiore saggezza e intelligenza nelle nostre azioni individuali e collettive.

Contrappongo una rivoluzione progettuale globale, pacifica, e costruttiva, a una rivoluzione violenta globale, sanguinosa e distruttiva. La rivoluzione progettuale può essere vinta da tutti. La rivoluzione violenta non può essere vinta da nessuno.

– R. Buckminster Fuller, Manuale operativo per Nave Spaziale Terra (1969)

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